Perché sempre più italiani non si fidano della banca e cercano un consulente del credito

Massimiliano Pinzuti • 26 novembre 2025

Quando si parla di soldi, prestiti o mutui, la fiducia è la valuta più preziosa.
Negli ultimi anni, però, molti italiani hanno smesso di riporla nel loro istituto di credito.
E se la banca oggi è percepita sempre più fredda e distante, forse è il momento di chiedersi:
quanto conta davvero il nome sulla porta di una banca — rispetto a chi lavora per te?

I numeri parlano chiaro: sfiducia in aumento

  • Un sondaggio del 2023 di Ipsos rileva che circa 7 italiani su 10 dichiarano di non fidarsi né delle imprese né delle banche, vedendole come soggetti pronti a scaricare sui clienti “costi e incapacità”.
  • Sempre secondo Ipsos, la percentuale è salita dal 65% del 2020 al 69% attuale: una tendenza chiara verso una sfiducia crescente.
  • Non si tratta solo di sospetto: molti italiani percepiscono le banche come istituzioni distaccate, che non capiscono la vita reale delle persone, soprattutto i ceti popolari.

👉 In altre parole: la maggioranza delle famiglie italiane non vede la banca come un alleato — ma come un ente distante, che non li tutela davvero.

Desertificazione bancaria: la banca non c’è più quando serve

La sfiducia non nasce solo da cattive esperienze, ma anche dalla scomparsa fisica della banca dal territorio.

  • Secondo il rapporto 2023 di UILCA sulla “desertificazione bancaria”, 9 persone su 10 si dicono insoddisfatte dalla chiusura delle filiali nel proprio comune.
  • Più nel dettaglio: per oltre l’80% degli intervistati è fondamentale avere un operatore umano, non un semplice bancomat — soprattutto per operazioni delicate come prestiti o consulenze.
  • Dal 2018 al 2022, la rete di sportelli italiani ha perso circa il 17,4% delle sue unità — con centinaia di comuni rimasti senza banca e milioni di persone senza un punto di riferimento locale.

👉 Con la perdita dello sportello sotto casa, anche il contatto umano — la fiducia che nasce dal volto, non dall’interfaccia — viene meno.

Cosa significa questo per il cliente

Quando la banca diventa lontana, impersonale, poco accessibile, è naturale che il cliente cerchi qualcosa — o qualcuno — di diverso.

  • Vuole essere ascoltato.
  • Vuole sentirsi protetto, non “numerato”.
  • Vuole un professionista che metta i suoi interessi davanti a tutto, non quelli di una società.

Ed è qui che entra in gioco il valore del consulente/mediatore creditizio indipendente.

🛠️ La Mediazione: alternativa credibile e vicina

La società di mediazione creditizia — indipendente — è libera da vincoli:

  • Non è legata a una sola banca; può proporre diverse opzioni.
  • Non rischia un trasferimento o un cambio di filiale.
  • Non deve “vendere un prodotto a tutti i costi”.

In un contesto dove la fiducia nelle banche è crollata e le filiali spariscono, il mediatore diventa un punto di riferimento concreto, umano, responsabile.

Per questo molte persone oggi cercano il mediatore non come “servizio in più”, ma come protezione necessaria.

Non conta la banca, conta chi hai davvero dalla tua parte

I numeri non lasciano spazio a dubbi: la fiducia nelle banche è bassa.
La rete fisica si assottiglia.
E il cliente si sente solo.

Se vuoi un prestito, un mutuo, una cessione del quinto — non affidarti a chi lavora per la banca.
Affidati a chi lavora per te.

Io sono Max Pinzuti. Da oltre 20 anni aiuto chi cerca credito a Reggio Emilia e dintorni.
Se vuoi un consulente che metta il tuo interesse al primo posto, scrivimi tramite WhatsApp o passa a trovarmi in ufficio: ne parliamo insieme.

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