Le 5 bugie che si raccontano sulla cessione del quinto

Lavoro nel mondo del credito da oltre venticinque anni e, se c'è un prodotto sul quale continuo a sentire convinzioni sbagliate, è sicuramente la cessione del quinto.
C'è chi pensa che sia un finanziamento riservato a chi ha problemi con le banche.
Chi è convinto che sia sempre più costosa di un prestito personale.
Chi crede che, avendone già una, non possa più fare nulla.
E chi pensa che una cessione valga l'altra.
Sono convinzioni che possono portare a prendere decisioni sbagliate.
Proviamo allora a sfatare cinque dei falsi miti che sento più spesso nel mio lavoro.
1. "La cessione del quinto è il prestito dei cattivi pagatori"
No.
Questa è probabilmente la convinzione sbagliata che sento più frequentemente.
È vero che la cessione del quinto ha una caratteristica particolare: la rata viene trattenuta direttamente dallo stipendio o dalla pensione e versata al finanziatore.
Proprio per questa modalità di rimborso, la valutazione può essere diversa rispetto a quella di un normale prestito personale.
Questo significa che in determinate situazioni una cessione può essere ottenibile anche quando un prestito personale risulta difficile da ottenere.
Ma da qui a definirla "il prestito dei cattivi pagatori" ce ne passa.
La utilizzano normalmente dipendenti pubblici, dipendenti privati e pensionati che non hanno mai avuto alcun problema creditizio.
Semplicemente, in alcuni casi può essere la forma di finanziamento più adatta.
- perchè può essere più conveniente,
- perchè a parità di rata si possono fare durate più lunghe,
- perchè si possono ottenere più soldi,
- perchè è più comodo,
- perchè si può ottenere anche se si è molto avanti con l'età,
- ecc...
La Banca d'Italia ricorda inoltre che, anche nella cessione del quinto, il finanziatore effettua comunque una valutazione della situazione economico-finanziaria del richiedente.
2. "La cessione del quinto costa sempre più di un prestito personale"
Anche questo è falso.
Ma attenzione: sarebbe altrettanto sbagliato sostenere il contrario: non esiste un prodotto che costa sempre meno dell'altro.
Dipende dalla persona, dall'età, dal datore di lavoro, dalla durata, dall'importo richiesto e dalle condizioni offerte in quel momento.
Nella mia esperienza, soprattutto per alcune categorie di dipendenti e pensionati, mi capita di trovare cessioni del quinto con condizioni molto competitive rispetto a quelle ottenibili con un prestito personale. A volte si parla di un tasso pari alla metà rispetto al prestito personale...
In altri casi può invece risultare più conveniente un'altra soluzione.
Ecco perché non mi piace partire dal prodotto. Preferisco partire dalla persona.
Il confronto, inoltre, non dovrebbe fermarsi al TAN o alla rata mensile. Uno degli indicatori fondamentali è il TAEG, che consente di avere una rappresentazione più completa del costo del finanziamento.
E poi c'è una domanda ancora più concreta:
quanto denaro riceverò realmente sul conto e quanto dovrò restituire complessivamente?
Sono numeri molto più interessanti di uno slogan pubblicitario.
3. "Ho una cessione del quinto, quindi non posso ottenere altri prestiti"
Non necessariamente.
Innanzitutto una cessione del quinto in corso può, a determinate condizioni, essere rinnovata: In linea generale il rinnovo diventa possibile dopo aver rimborsato almeno il 40% delle rate previste dal contratto. Con il nuovo finanziamento viene estinta la cessione precedente e l'eventuale differenza viene erogata al cliente.
Ma attenzione: rinnovare non significa automaticamente avere convenienza a rinnovare.
Una parte del nuovo finanziamento servirà infatti a estinguere quello vecchio e si ripartirà con una nuova durata.
Prima di farlo bisogna quindi prendere carta e penna e capire quale sia la liquidità effettivamente ottenuta e quale sarà il nuovo costo complessivo.
Banca d'Italia richiama espressamente l'attenzione sul fatto che un rinnovo può significare rimanere indebitati più a lungo.
Per alcuni lavoratori dipendenti può inoltre esistere la possibilità della delegazione di pagamento, comunemente chiamata anche "doppio quinto".
In questo caso può essere aggiunta un'ulteriore trattenuta, ma, a differenza della cessione del quinto, il datore di lavoro non è generalmente obbligato ad accettare la delegazione.
Infine puoi ottenere un prestito personale anche se hai in corso una cessione del quinto.
4. "La rata è sempre esattamente il 20% dello stipendio o della pensione"
No.
Il nome può trarre in inganno.
"Cessione del quinto" significa che la rata può arrivare fino a un quinto, cioè al 20% della retribuzione o pensione utile ai fini del calcolo.
Non significa che debba necessariamente essere pari al 20%. La rata può essere più bassa.
Per i pensionati, inoltre, esiste un'ulteriore tutela importante: la trattenuta deve essere calcolata in modo da salvaguardare il trattamento minimo previsto dalla normativa; di conseguenza, in determinate situazioni la quota effettivamente cedibile può essere inferiore al quinto teorico.
Quindi anche qui bisogna diffidare delle formule troppo semplici.
Ogni situazione deve essere calcolata individualmente.
5. "Una cessione del quinto vale l'altra"
Questa è probabilmente la bugia che può costare di più.
Immaginiamo due proposte con la stessa rata.
Sembrano identiche?
Assolutamente no.
Potrebbero avere:
- durate differenti;
- importi netti erogati differenti;
- TAEG differenti;
- costi complessivi differenti;
- condizioni diverse in caso di estinzione anticipata;
- conseguenze differenti in caso di rinnovo futuro.
Per questo motivo scegliere una cessione guardando solamente la rata è un errore. E lo stesso vale per il TAN.
Quando confronto due proposte preferisco chiedermi:
Quanto riceve realmente il cliente? Quanto restituirà? Per quanto tempo? E cosa succederà se tra qualche anno avrà bisogno di modificare quella situazione?
Solo mettendo insieme questi elementi possiamo capire quale proposta abbia realmente più senso.
Una sesta bugia: "La cessione del quinto è semplice, quindi non serve un consulente"
La cessione del quinto è effettivamente un prodotto abbastanza semplice da spiegare.
Una rata, una durata, una trattenuta direttamente sullo stipendio o sulla pensione.
Ma capire come funziona una cessione è semplice. Fare bene una cessione è un'altra cosa.
Bisogna però valutare la situazione nella sua globalità.
Bisogna confrontare le alternative.
Bisogna capire se ha più senso fare una cessione oppure un prestito personale.
Valutare un eventuale consolidamento dei finanziamenti già esistenti.
Calcolare la convenienza reale di un rinnovo.
E, soprattutto, bisogna essere capaci anche di dire:
"No. In questo momento non ti conviene farla."
Per me questa è consulenza.
Prima la persona, poi il prodotto
Non esiste il finanziamento migliore in assoluto.
Esiste quello più adatto alla persona che ho davanti, quello più adatto a te.
È una convinzione che ho maturato dopo tanti anni passati ad ascoltare clienti con situazioni completamente diverse tra loro.
Per questo non mi interessa convincerti che la cessione del quinto sia migliore di un prestito personale.
Mi interessa capire quale delle due soluzioni sia migliore per te.
Se stai valutando una cessione del quinto, oppure ne hai già una e vuoi capire se sia possibile o conveniente rinnovarla, scrivimi su WhatsApp.
Raccontami la tua situazione.
La guardiamo insieme e cerchiamo di capire quale strada abbia davvero senso percorrere.
Perché la cessione del quinto è semplice da capire.
Farla bene è un'altra cosa.









