Il mutuo consolidamento che salva la vita

Dietro ogni pratica c'è una persona – Quando 2.500 euro di pensione non bastano più
Qualche giorno fa ricevo una mail da un'avvocatessa di Reggio Emilia che mi chiede se posso dare un'occhiata alla situazione di un suo cliente.
Mi anticipa che è piuttosto complicata. Disperata in realtà.
Ci sentiamo, raccolgo qualche informazione e comincio a mettere insieme i numeri.
Il cliente percepisce una pensione di circa 2.500 euro al mese.
A prima vista non sembrerebbe una situazione particolarmente difficile.
Poi guardiamo gli impegni.
Ha una cessione del quinto da circa 300 euro al mese.
Un prestito Findomestic con una rata di circa 600 euro.
Un altro prestito Agos da circa 800 euro al mese.
Poi ci sono altri piccoli finanziamenti.
E alcune pendenze con l'Agenzia delle Entrate.
Fermiamoci un momento.
Soltanto i primi tre impegni che ho citato fanno:
300 + 600 + 800 = 1.700 euro al mese.
Su una pensione di 2.500 euro.
E non abbiamo ancora considerato tutto il resto.
A questo punto non serve essere esperti di finanza per capire il problema.
Questa persona non riesce più a respirare.
Come si arriva a una situazione del genere?
È facile guardare una situazione così dall'esterno e pensare: "Come ha fatto a indebitarsi così tanto?"
Io preferisco fare un'altra domanda: come possiamo aiutarlo a uscirne?
Perché quasi mai una persona si sveglia una mattina e decide di accumulare volontariamente una montagna di rate.
Gli impegni si sommano nel tempo:
Un prestito.
Poi una necessità imprevista.
Un'altra rata.
Una spesa che non poteva essere rimandata.
Un problema.
Un'altra richiesta di liquidità.
Presi singolarmente, magari quei finanziamenti avevano anche una loro logica.
È la loro somma, oggi, ad essere diventata insostenibile.
Ed è qui che la consulenza deve cambiare prospettiva.
Quest'uomo non ha bisogno di un altro prestito.
Ha bisogno di rimettere ordine nei prestiti che ha già.
C'è però un elemento che cambia completamente la situazione
Il cliente possiede un immobile.
È intestato a lui. Non ci sono mutui in corso sull'immobile e non è gravato da ipoteca.
Il valore stimato è di circa 260.000 euro.
Ed è qui che si apre una strada completamente diversa.
Si chiama mutuo consolidamento debiti.
Che cos'è un mutuo consolidamento?
Il concetto, semplificando, è questo: invece di continuare ad avere tanti finanziamenti separati, con rate, scadenze e condizioni differenti, si valuta la possibilità di ottenere un finanziamento garantito dall'immobile e utilizzare il denaro per estinzione/consolidamento degli impegni esistenti, nei limiti e alle condizioni previste dall'istituto finanziatore.
Nel nostro caso abbiamo cominciato a fare i conti.
Per chiudere i vari finanziamenti serviranno circa 100.000 euro.
Dobbiamo poi considerare le altre pendenze, comprese quelle verso l'Agenzia delle Entrate, e le spese dell'operazione.
L'importo complessivo che stiamo valutando è nell'ordine dei 130.000 euro.
A fronte di un immobile valutato circa 260.000 euro.
In pratica stiamo cercando di utilizzare il patrimonio che questa persona possiede per riorganizzare un indebitamento che oggi non riesce più a sostenere.
Non stiamo creando altri 130.000 euro di debiti
Questo è un punto fondamentale.
Quando parlo di un mutuo da 130.000 euro, qualcuno potrebbe pensare: "Ma questa persona è già piena di debiti e voi volete aggiungerne altri 130.000?"
No. È esattamente il contrario.
Quei soldi serviranno a chiudere debiti che esistono già.
L'obiettivo non è aggiungere una rata alle altre.
L'obiettivo è sostituire una situazione composta da molti impegni con un'unica operazione sostenibile.
Ed è una differenza enorme.
Da 1.700 euro di rate a una situazione completamente diversa
Il cliente, per ragioni anagrafiche, può arrivare nel suo caso a una durata massima di circa 15 anni.
Non è una durata lunghissima per un mutuo.
Eppure, anche con questo limite, la rata ipotizzata sarebbe sensibilmente inferiore alla somma degli impegni che sostiene oggi (intorno ai 1.000 euro)
Ed è questo il vero obiettivo dell'operazione. Non ottenere altri soldi da spendere. Non spostare semplicemente il problema.
Ma cercare di riportare il rapporto tra reddito e rate a un livello che permetta alla persona di tornare a vivere con il proprio reddito.
Perché avere una pensione da 2.500 euro e ritrovarsi ogni mese con una parte enorme già assorbita dai debiti significa vivere costantemente in emergenza.
Il mutuo consolidamento non è una bacchetta magica
Voglio però essere molto chiaro.
Il fatto di possedere un immobile non significa automaticamente poter ottenere un mutuo consolidamento.
La banca dovrà valutare l'operazione.
- Dovrà essere verificato il valore dell'immobile.
- Il reddito.
- L'età.
- La situazione creditizia.
- Le pendenze esistenti.
- La provenienza e la natura dei debiti da estinguere.
- La sostenibilità della nuova rata.
- E naturalmente le politiche creditizie dell'istituto al quale verrà presentata la pratica.
Per questo oggi non posso scrivere:
"Problema risolto."
La pratica deve ancora fare il suo percorso.
Posso però dire una cosa:
esiste una strategia concreta per provare a risolverlo.
Ed è già molto diverso dal pensare che non ci sia più nulla da fare.
C'è anche un prezzo da pagare
Voglio sottolineare un'altra cosa perché, quando si parla di consolidamento, è facile mostrare soltanto la rata più bassa.
Se trasformiamo finanziamenti che avrebbero scadenze più brevi in un mutuo della durata di quindici anni, allunghiamo il periodo durante il quale il cliente rimarrà indebitato.
Inoltre mettiamo a garanzia un immobile.
Sono aspetti importanti.
Per questo una rata mensile più bassa, da sola, non basta per dire che un'operazione è conveniente.
Bisogna confrontare:
- quanto debito stiamo estinguendo;
- quanto durerà la nuova operazione;
- quanto costerà complessivamente;
- quale rata avrà il cliente;
- e soprattutto se quella nuova situazione sarà realmente sostenibile nel tempo.
È consulenza, non magia.
A volte il problema non è quanto guadagni
Questa storia mi ha ricordato ancora una volta una cosa.
Quando parliamo di difficoltà finanziarie pensiamo immediatamente a chi guadagna poco.
Non è sempre così.
Questo cliente percepisce circa 2.500 euro di pensione al mese.
Il problema non è soltanto il reddito.
È la quantità di reddito che ogni mese viene assorbita dagli impegni finanziari.
Puoi avere un buon reddito e non avere più soldi per vivere.
Ed è per questo che continuo a ripetere che, quando si valuta un finanziamento, la rata non deve essere semplicemente approvabile. Deve essere sostenibile.
Sono due concetti molto diversi.
Dietro quei numeri c'è una persona
Quando ho ricevuto quella mail non ho visto:
"cliente – pensionato – 2.500 euro – 130.000 euro richiesti."
Ho visto una persona che non sa più come pagare tutto quello che ha accumulato.
Ed è disperata.
Adesso abbiamo un immobile.
Abbiamo un reddito.
Abbiamo ricostruito i debiti.
E abbiamo individuato una possibile strada.
Ora bisogna costruire bene l'operazione e trovare l'istituto disposto a valutarla.
Non so ancora come finirà questa storia.
Ed è proprio per questo che voglio raccontarla.
Questo è l'episodio 2.
Quando avremo la risposta della banca, tornerò su questa pratica e vi racconterò come è andata.
Se hai tante rate, non sempre la soluzione è un altro prestito
Se ti trovi in una situazione simile, la prima cosa che eviterei è cercare semplicemente un'altra finanziaria che ti dia altri soldi.
Potresti soltanto aggiungere un'altra rata a un problema che esiste già.
Bisogna invece prendere tutti gli impegni, metterli sul tavolo e capire se esiste un modo per riorganizzarli.
Se possiedi un immobile, anche già pagato, potrebbe esistere la possibilità di valutare un mutuo consolidamento.
Non significa che sia sempre possibile.
E non significa che sia sempre conveniente.
Ma vale la pena fare i conti.
Se vuoi, scrivimi su WhatsApp e raccontami la tua situazione.
Partiremo da una cosa molto semplice: quanto guadagni, quanto devi ancora restituire e quanto paghi ogni mese.
Poi vedremo se esiste una strada.
Perché qualche volta non hai bisogno di altri soldi. Hai bisogno di rimettere ordine in quelli che devi già restituire.









